Mercato della Badia

Il Mercato della Badia

Lo storico mercato trae le sue origini già dal 1400 allorquando i casali di Bingi e Bibungi, ubicati sul lato sinistro del fiume Stilaro, diroccati nella zona del convento dei SS. Apostoli (sec. XI), scompaiono perché assorbiti da Bivongi, sorto sulla sponda destra dello Stilaro e del torrente Melodare.

Tutto avviene sotto lo stimolo della Certosa di Serra San Bruno in quanto a Bivongi c'è più acqua e pianura per gli allevamenti ma, anche perché i monaci che vivevano ai SS. Apostoli desideravano essere più liberi e non avere Bingi e Bibungi ai piedi del convento.

Dalla Certosa, giungevano una volta l'anno, alcuni monaci, quasi sempre, nel mese d'agosto quando era facile attraversare la strada della montagna, denominata Via Grande che, ancor oggi, collega Bivongi e Serra San Bruno. Restavano pochi giorni nella casa dell'abate, proprio nel rione Batìa, nel cuore del centro storico. Nel corso della loro breve permanenza, tra l'altro, ascoltavano i cittadini di fiducia e istituivano una specie di tribunale per redimere i contenziosi sorti tra i bivongesi nel corso dell'anno. Ma, anche, per portare alla Certosa il dovuto della produzione e specie il vino e l'olio che i monaci del convento dei SS. Apostoli producevano in abbondanza.

Siamo intorno all'anno 1450 e, proprio in occasione della presenza dei certosini i Bivongesi chiesero di poter ricordare il trasferimento di "Bingi et Bibungi" a Bivongi con una grande festa. Nasce, così, nel centro storico, dove risiedeva l'abate, il mercato dell'artigianato locale.

In bella mostra i prodotti più rinomati come il vino, l'olio, il miele, i formaggi, i salumi e altro e quanto creato dalle maestranze locali nell'arte del ferro, del legno, del granito e del baco di seta.

Prese corpo, così, quello che fu battezzato il "Mercato da Batìa".

Con la cacciata dei Borbone dal Regno di Napoli, Giuseppe Bonaparte, il 18 ottobre 1806, emanò un decreto che abolì le università e istituì i Comuni. Anche Bivongi, in seguito al decreto, da università divenne comune. Dopo 713 anni Bivongi acquisì la propria indipendenza liberandosi dalla giurisdizione della Certosa. Un avvenimento storico per il nuovo Comune che per ricordare l'evento ricorse al "Mercatu da Batìa", espandendolo e facendolo divenire istituzione.

La festa si presentò rinnovata in fiera-mercato sempre nel rione Batìa. Fiera-mercato che entrò nella tradizione bivongese e calabrese tanto che, nel 1910, il Prefetto di Reggio Calabria, proprio per la valenza del mercato, lo inserì tra quei pochi comuni della Provincia, noti per tali tradizioni, ordinando di affiancare a questa manifestazione, una grande fiera del bestiame, per reperire aiuti economici per la popolazione reggina colpita dal terremoto e dal maremoto del 1908. Bivongi soddisfò brillantemente l'ordine del Prefetto.

Molte le volte che tale tradizione s'interruppe a causa dei numerosi terremoti e il precipitare dei conflitti bellici. Negli anni 80 si organizzò per pochi anni e uno studioso di storia locale offrì loro la spinta per continuare, suggerendo di spostare il mercato nelle caratteristiche vie del centro storico.

Si riprendeva, così, quella tradizione dove, il "sindico" dell'epoca, apriva "u mercatu" e il banditore percorreva il centro storico annunciando "u sindico apariu u mercatu" per far convergere la popolazione nel rione Batia.

La variante moderna è stata quella di snodare il mercato lungo tutto il centro storico, ben addobbato con lanterne, punti ristoro, esposizione di prodotti gastronomici e artigianali, la partecipazione di artisti di strada e le orchestrine di una volta . Inoltre i figuranti vestiti con i costumi tradizionali del paese, impersonati da bivongesi, integrati tra migliaia di turisti che ogni anno visitano il mercato.

L'evento è stato ribattezzato "Mercato della Badia".

Il progetto iniziale sta migliorando di anno in anno anche perché, quasi sicuramente, è l'unica manifestazione calabrese, dove i turisti diventano attori perché desiderosi di indossare i costumi tipici bivongesi, per essere immortalati in foto e video, e portare a casa il souvenir del "Mercato della Badia".

Con tale progetto è stata recuperata una tra le più importanti tradizioni del paese che ha più di 550 anni di vita.

Proposta di legge n. 561/9^ del Consiglio Regionale della Calabria